“Il Fantasma dell’Opera”, pubblicato prima come feuilleton sulla stampa, esce come romanzo nel 1911: un’originale combinazione di avventura, commedia, arte, musica, mistero, amori maledetti e atmosfere gotiche sullo sfondo del teatro dell’Opera Garnier di Parigi che sembra colpito da una maledizione. Piccoli eventi inspiegabili creano noie alla direzione e al corpo di cantanti e ballerine, tanto dal lasciare spazio al sospetto indicibile, eppure inevitabile, che il tempio della lirica sia infestato da uno spettro. La situazione si complica quando un macchinista del palcoscenico viene trovato impiccato con una corda che scompare misteriosamente poco dopo, mentre la cantante star dell’Opera perde improvvisamente la voce, proprio in occasione della festa di commiato dei due direttori uscenti. Toccherà alla giovane soprano Christine Daaé sostituirla, sotto lo sguardo amoroso del visconte Raoul de Chagny, habitué del teatro. Seguono lettere minatorie firmate da un misterioso Fantasma dell’Opera ai nuovi direttori del teatro, mentre Raoul scopre un legame fra Christine e un ammiratore segreto molto devoto e pericoloso. È solo l’inizio di una serie di delitti e di misteri che si sviluppano lungo due archi narrativi paralleli: da un lato i nuovi direttori dell’Opera alle prese con le richieste del fantasma, dall’altra la storia d’amore tra il nobile Raoul e la talentuosa Christine, relazione contrastata non solo dalla differenza sociale tra i due ma anche dalla gelosia di un pretendente misterioso. Più noto per le trasposizioni cinematografiche e teatrali che come opera letteraria, me ne ero chiesta la ragione. La lettura mi ha rivelato una storia di per sé lineare, sulla quale l’autore ricama abilmente un intreccio di originale equilibrio narrativo, tra poliziesco, commedia, thriller e romanzo gotico. La scrittura tuttavia, mi è sembrata inadatta al contenuto: sbrigativa e di taglio quasi giornalistico, non approfondisce il carattere dei personaggi e, soprattutto dalla metà in poi, corre in volata verso un finale frettoloso, che mi ha lasciata delusa. Soddisfatta comunque di aver recuperato un classico mai letto prima, adattissimo alle vibrazioni autunnali di questi giorni.
Rileggere un classico

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