Il romanzo mette in scena le vicende di una famiglia attraverso le storie delle donne di più generazioni, tra lo Sri Lanka e l’Italia, esplorando temi complessi, di valenza politica e sociale, come lo sradicamento, la migrazione, l’identità di genere e di classe, la frustrazione delle aspettative e la salute mentale. Ma l’indagine di questi argomenti non avviene col taglio del discorso pubblico, bensì mediante la visione personale e interiore delle protagoniste, costruita con profonda sensibilità e senza pietismi o stereotipi. La trama ruota intorno a quattro donne e a un ritorno annunciato: quello di Neela, personaggio principale, che, dopo trent’anni come badante e domestica in Italia, decide di tornare nello Sri Lanka. Se per qualcuno è quella che ce l’ha fatta, mettendo via qualche soldo fino ad aprire un’attività tutta sua, è anche quella che ha passato la vita a lavorare per altri, padroni bianchi e ricchi, benevoli, ma comunque padroni, nell’affannosa ricerca di un riscatto che non è mai arrivato; e, per questo, ha dovuto sacrificare molto di sé. Ayesha, sua figlia, cresciuta a Milano nella ricca casa dei datori di lavoro di sua madre, s’illude di una vicinanza con loro che rimane invece solo di facciata, mentre si vergogna del sottomesso ruolo materno e diventa una donna fragile, insicura, poco integrata, afflitta da un senso di precarietà economica e personale. Ci sono poi Himali e Pavitra, sorelle di Neela, rimaste in Sri Lanka; la prima ha dovuto crescere da sola una figlia adottiva; l’altra convive con la disabilità e le difficoltà economiche, mentre l’Italia resta un miraggio irraggiungibile. L’Italia è il luogo dell’ascesa sociale, in una cultura di stampo materialista; lo Sri Lanka è il luogo delle radici, dove sopravvivono credenze arcaiche e mitologiche, di cui andare fieri o invece vergognarsi. Il finale è aperto, non ci sono certezze. La lettura qui non è solo intrattenimento, ma occasione di riflessione e approfondimento: migrazione, identità e doppia appartenenza non sono temi facili. Nonostante una resa letteraria originale, a più voci, e una scrittura sofisticata ed elegante, il pessimismo diffuso conferisce all’insieme una certa pesantezza.
Acqua sporca

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