Protagonista è Caruso, antropologo palermitano, di ritorno in città dopo anni di assenza, non più giovane ma non ancora maturo, insoddisfatto cronico; qui incontra un moderno Mefistofele di faustiana memoria, il sinistro Gaetano Volpes, che, con le sembianze di un manager senza scrupoli, offre al nostro la possibilità di usufruire del servizio di punta della sua “Agenzia Urbi et Orbi”, ovvero l’“ubiquity”. L’offerta sembra rappresentare la possibilità di materializzarsi nelle più disparate parti del mondo, rivedere città e persone e, in sostanza, vivere più vite contemporaneamente. Volpes offre a Caruso un bonus di prova di una settimana, che si rivelerà un astuto espediente per vincolare l’uomo a un patto indissolubile con lui. Nonostante la riluttanza iniziale, il protagonista viene inghiottito da una spirale di avvenimenti che lo riporteranno ai luoghi e alle donne del suo passato, senza tuttavia sperimentare la possibilità di scegliere veramente se restare o andarsene, ma costretto a un movimento caotico e senza sosta, tra Palermo, Parigi, Berkeley, la Tunisia, l’Ecuador. Ogni luogo un ricordo, una relazione, una donna, in un intrecciarsi di immagini che si confondono l’una nell’altra, lasciando il protagonista nel dubbio di aver sognato o solo ricordato, o invece vissuto davvero, con la terribile sensazione di perdere la propria integrità. I “pezzi di io lasciati altrove” descrivono la sorte di Caruso, il cui corpo, alla fine, sarà smembrato per consentire a ogni parte una vita diversa, metafora spaventosa della totale disintegrazione dell’identità individuale. L’ubiquity evoca la tentazione ingorda del nostro tempo, che vuole tutto e non si accontenta di una vita sola; Falsomiele, quartiere palermitano ignorato dalle guide turistiche, è un titolo e un ossimoro, richiama una dolcezza seducente e, allo stesso tempo, la delusione dell’ingannevole contraffazione. Un Faust moderno a cui Palermo fa da inafferrabile palcoscenico, un romanzo originale, che affronta, con leggerezza non superficiale, la condizione dell’uomo contemporaneo, e ne racconta la ricerca di senso e il bisogno di integrità.
Falsomiele

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