Una camera d’albergo dalle pareti azzurre, due amanti: Tony e Andrée. Complice l’indolenza quieta dopo l’amore, le domande di lei, ancora nuda nel letto, sembrano insignificanti, e lui, a sua volta nudo davanti allo specchio, risponde distratto. Ma c’è una minaccia sottile nella passione della donna e un pericolo incombente nell’ignavia dell’uomo. Si conoscono dai tempi della scuola. Una sera, lei lo aspetta con una scusa sul ciglio della strada e lo seduce, confessandogli di desiderarlo da sempre. Lui, che non l’aveva mai guardata, scopre un piacere mai provato prima. Saint Justin è il borgo vicino a Poitiers dove i due abitano. Tony Falcone è un immigrato italiano che ha fatto una discreta fortuna: ha sposato la dolce Gisèle, hanno una figlia e vivono in una casa di proprietà. Andrée Formier, invece, viene da una famiglia borghese caduta in miseria, e ha sposato il debole Nicolas, figlio di contadini arricchiti, padroni di molte case e di una drogheria. Nonostante due omicidi, sinistri biglietti anonimi e ripetuti interrogatori, non è l’indagine il cuore del romanzo, ma la lucida analisi dei personaggi, dei legami fra loro, dei comportamenti che non sempre hanno una spiegazione chiara. L’amore di Andrée è un’ossessione, un desiderio che si placa solo col possesso, mentre Tony è indeciso, ma incapace di sottrarsi del tutto al fascino oscuro della donna. “La camera azzurra” è un romanzo straordinario, costruito con perfetta gestione della trama e costruzione dei personaggi, un romanzo psicologico, che utilizza la tecnica del flash back e i dialoghi degli interrogatori condotti durante l’indagine, per comporre il mosaico dei fatti e dei tempi, creando un ritmo incalzante e riuscendo a tracciare i profili dei protagonisti con un realismo sorprendente. La prosa è perfetta: chiara ma mai banale, secondo la tecnica più volte rivendicata dall’autore di procedere eliminando il superfluo. Il risultato è una pagina pulita, esattamente coincidente con i contenuti, semplice e coinvolgente a un tempo, curata eppure colloquiale, che non perde mai di vista la trama, ma non rinuncia allo stile. Un romanzo che è un piccolo capolavoro.
La camera azzurra

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