La ianara


L’inizio è il postino che deve consegnare una lettera raccomandata, sgradito messaggio di modernità, nelle sembianze dell’esproprio di terre per la costruzione dell’autostrada Napoli-Bari. Ma la narrazione prende subito una piega diversa e ci trascina in una storia senza tempo, in cui la piccola Adelina non potrà che diventare ianara, come sua madre e come sua nonna, e vivere, come loro, sui monti dell’Irpinia come una bestia selvatica; gli uomini e le donne verranno a supplicarla di aiutarli quando avranno bisogno, ma poi la scacceranno se oserà avvicinarsi alle loro case. Spaventata e illusa di potersi sottrarre al suo destino, Adelina fugge lontano, fino a incontrare un magnifico palazzo in cui entrerà, come l’ultima delle sguattere, a servire per tutta la vita il Conte, signore di quel luogo, uomo affascinante e ricchissimo, sposato con una perfida nobildonna napoletana che gli ha dato un unico figlio. Ma il male è forte nella famiglia e il destino di ianara si ripresenta ad Adelina nonostante una tranquilla quotidianità domestica in cui, grazie all’aiuto di Rosa, la governante del Conte, impara in fretta a cucinare, rassettare e cucire, mentre, con l’andare del tempo, la fedeltà al signore si tramuta nel folle sogno di poterlo avere soltanto per sé. Il sogno però svanisce in fretta, quando Adelina scopre che il Conte si è fatto irretire da una ragazzina girovaga di nome Lisetta, una lolita dall’aspetto angelico, che ha trascinato l’uomo in un abisso di ossessione e di vizio. Molti eventi funesti si susseguono, e fatti di sangue, ma Adelina rimarrà accanto al Conte anche quando il palazzo sarà ridotto a una rovina e nessuno vorrà più mettere piede in quelle terre per paura del maleficio che ormai le possiede. Una vicenda intrigante, anche se non originalissima, raccontata con sapienza narrativa e un linguaggio potente e quasi mistico, che evoca la magia della natura, riti pagani e una cultura arcaica che mette al centro l’ancestrale potere del femminile. Ultimo ma non ultimo, il piacere della grande cura editoriale, linguistica e grafica di un romanzo Adelphi.