Ambientato in Sicilia ai primi del Novecento, il libro si sviluppa attorno al ritrovamento di un manoscritto segreto in un palazzo in rovina, un tempo residenza nobiliare, nell’immaginaria Calacte. Giacomo Flerez, ultimo discendente della casata ormai estinta, cerca testimonianze delle proprie nobili origini e trova invece una stanza segreta, piena di opere letterarie dell’Illuminismo, all’epoca vietate dalla Chiesa, accompagnate da simboli massonici e dal manoscritto, in cui si racconta la storia del barone Ruggero Henares, nobile illuminista e massone, vissuto nella seconda metà del Settecento, scacciato dal collegio dei Gesuiti ad opera del perfido padre Crisafulli, e amico di Giuseppe Balsamo meglio conosciuto come il conte di Cagliostro, amante della bella e aristocratica Amalia, che non intende maritarsi per non perdere la libertà economica ottenuta grazie alla precedente vedovanza, e infine fondatore della loggia massonica denominata La Rosa Inversa. Insomma tutto quello che Flerez non avrebbe voluto sapere sul proprio antenato e che cercherà di distruggere, alterando la verità storica, come già l’Inquisizione aveva fatto sulla vita e le storie del povero Cagliostro, onde disperdere il fascino che lo aveva accompagnato in vita. La trama unisce personaggi e vicende di fantasia con figure e fatti storici reali, intrecciando indagine, memoria, mistero e la ricostruzione degli ideali rivoluzionari e massonici, e affrontando il tema del potere e della sua capacità di manipolare la storia ufficiale a beneficio del vincitore e a dispetto della verità. Un romanzo storico colto, mai banale, di piacevolissima lettura eppure pieno di richiami e citazioni frutto di attenta ricerca d’archivio, in cui la vita avventurosa del protagonista fa da richiamo alla trattazione del tema delicatissimo della costruzione della verità storica. Il tutto con una lingua curatissima che presenta, a tratti, suggestioni poetiche e una sottile e seducente ironia. Autrice che non conoscevo e di cui leggerò altri libri. Sarebbe un premio Strega di valore.
La rosa inversa

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