Ambientato a San Francisco, nel 1953, “La storia di un matrimonio” è raccontato dalla voce narrante di Pearlie Cook, la moglie, che, nell’arco di sei mesi, scopre in modo inatteso chi è veramente suo marito, cos’è il loro matrimonio, e anche chi è lei. In un quartiere residenziale di villette identiche e perfette, il Sunset, la coppia composta da Holland e Pearlie affronta le difficoltà della vita o i commenti pettegoli dei vicini, concedendosi la carezza di un dessert dopo cena. Sono sposati da quattro anni, hanno un bambino, Sonny, che ha bisogno di protesi ortopediche, e un cane di nome Lyle. La seconda guerra mondiale è alle spalle, ma l’America deve fare i conti con altri conflitti: la guerra di Corea, la guerra fredda, il maccartismo e il razzismo contro i neri. La vita di Pearlie e Holland somiglia a quella di tante altre famiglie; ma, prima del matrimonio, la giovane è stata messa in guardia dalle vecchie zie, che le hanno sconsigliato di sposare il bel giovane, perché una grave malattia lo minaccia e ogni problema potrebbe essere fatale al suo cuore speciale. Da moglie devota, Pearlie lo protegge dal fastidio della vita: ha adottato un cane che non abbaia, ha montato un campanello che non suona e ogni mattina ritaglia dal quotidiano le brutte notizie, prima che il marito si dedichi alla lettura. Poi un giorno, improvvisamente, qualcuno si presenta alla porta. Buzz è affascinante, non bello come Holland, ma Pearlie resta colpita e, col passare dei giorni e delle settimane, l’uomo svelerà indizi fondamentali per ricostruire il passato di Holland, fino a che Pearlie si troverà davanti a un doloroso dilemma, che la obbligherà a confrontarsi con la propria integrità e col senso dell’amore e del matrimonio. Di più non si può dire, perché l’incantesimo di questo romanzo consiste nel susseguirsi di rivelazioni che montano via via una storia inimmaginabile all’inizio, e nella capacità dell’autore di tenere il lettore legato alla pagina, dalla prima fino all’ultima riga. Bellissimo.
La storia di un matrimonio

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