Siamo in Sardegna, negli anni Ottanta. Itriedda Murisca riceve un pacco dalla lontana Argentina che, quasi quasi, neppure sa dov’è. Dentro c’è un quaderno, e, nel quaderno, il diario confessione di zia Mintonia Savucco, che racconta la sua vita in una Barbagia arcaica, ai tempi del fascismo, una vita ricca di amore e di pena, di delitti e di vendette, di morte e di violenza, di onore e di riscatto, fino alla tragica fuga in Sudamerica. L’amore è il marito Micheddu, capro espiatorio di un paesino sardo sotto le grinfie dei gerarchi locali, sposo amatissimo fin da quando era poco più che bambina e del quale giovanissima rimane vedova, a causa del drammatico assassinio dell’uomo, latitante con l’accusa di banditismo. L’espediente narrativo del quaderno, che Mintonia, ormai prossima alla fine, fa pervenire alla nipote per conservare la memoria, ripercorre la sua vita dall’infanzia che la vede crescere determinata e ribelle, all’amore voluto ad ogni costo, fino alla morte violenta del marito e al successivo regolamento di conti prima della fuga. Ogni capitolo si conclude con versetti in sardo, quasi un coro da tragedia greca. E in effetti la vita di Mintonia si dipana alla presenza di una comunità che osserva e partecipa: il viscido don Zippula, prete pedofilo che attrae le belle bambine con la scusa di improbabili esorcismi; la seducente moglie dell’infame brigadiere Centini, signora Ruffina, che piace a Micheddu e rende Mintonia una furia di gelosia, prima di scoprire con lei affinità di amore e dolore di donna e di madre; il vecchio Imbece, anarchico idealista, con la misera casa piena di libri che le regala uno dopo l’altro fino all’ultimo, iniziandola così alla letteratura e alla cultura, nonostante la scuola precocemente abbandonata. “La vedova scalza” è il romanzo feroce e potente di una Sardegna arcaica e magica; un libro duro, reso ostico dalla crudezza dei fatti e dall’incomprensibilità di parole e frasi in sardo, elementi che tuttavia, il genio letterario dell’autore trasforma nella sostanza stessa del suo raccontare, catturando il lettore, pagina dopo pagina. Da leggere.
La vedova scalza

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