Le ali


Il cielo è nero e fitto di stelle, l’aria ha il profumo della pineta e della salsedine.

Sul lungomare, un gruppetto di persone, col naso in su, ammira il funambolo, che cammina sul filo teso, come sospeso nel nulla. Dopo un’ultima giravolta, l’uomo è a terra, accolto da un piccolo applauso.

Non è né giovane né vecchio, ha un viso irregolare e un abito bizzarro e logoro, forse un tempo ornato di lustrini. Quando parla, la sua voce strascicata come una cantilena sembra un incantesimo.

Si fa di colpo silenzio, i bambini hanno occhi intenti. Mostra uno scrigno lucido e racconta che, dentro, c’è una polverina magica che fa avverare i desideri. Un “oh” di stupore si leva dal pubblico; l’uomo invita a esprimere col pensiero un desiderio, e l’eccitazione, come una corrente elettrica, attraversa il gruppo.

«Siete pronti?» chiede infine. I bambini, in coro, rispondono di sì, i grandi sorridono. Nel silenzio dell’attesa, l’uomo apre lo scrigno, mette dentro la mano, poi, col gesto largo del braccio, sparge sulla piccola folla la sua magica polverina invisibile.

I bambini si guardano intorno curiosi, stendono le mani per afferrare la magia, i genitori rassicurano, forse la polverina ci metterà un po’ di tempo a esaudire i desideri di tutti.

Intanto, un ragazzino magro distribuisce i volantini del circo; l’hanno allestito nella piazza piccola, in fondo alla marina: “Venite numerosi!” c’è scritto in rosso.

Il bambino biondo, che avrà forse tre anni, tira la mano che tiene la sua. «Mamma, perché non volo?» chiede, mentre la delusione gli allaga lo sguardo.

La donna si china, lo abbraccia, gli dice qualcosa all’orecchio, pensa quanto vorrebbe fare, con le sue mani, un piccolo paio di ali.