Notturno cileno


Prossimo alla morte, Sebastián Urrutia Lacroix, reazionario sacerdote dell’Opus Dei, critico letterario e poeta, inetto che vorrebbe redimersi, si sforza di giustificare le sue colpe ai tempi del regime di Pinochet. È un prete che disprezza i poveri e tradisce il Vangelo, incarna l’accusa alla Chiesa per la sua contiguità con la dittatura, ed è metafora della élite degli intellettuali che nulla fecero per opporsi al regime, e spesso, con la loro ignavia e indifferenza, consentirono la vicinanza dell’arte alla più brutale inciviltà, come ben simboleggiato dalla casa della scrittrice María Canales e del marito Jimmy Thompson, agente dei servizi segreti americani, dove si tenevano i più ambiti salotti letterari cileni, sostenitori del regime golpista, e dove, negli scantinati, venivano segregati e torturati gli oppositori politici. Se il principale valore di un romanzo consiste nell’abilità dell’autore di impiegare in modo unico e originale la forma e la lingua, non c’è dubbio che “Notturno cileno” sia un’opera letteraria di grande pregio: un racconto-confessione che spesso scivola in visioni oniriche e delirio, scandito da un ritmo serrato e incalzante della narrazione che, in assenza di capitoli e paragrafi e con penuria di punteggiatura, toglie letteralmente il fiato, impedendo le pause al lettore e avviluppandolo in una sorta di unica e lunghissima frase. L’effetto allucinatorio della scrittura ben si sposa con il contenuto del racconto che, pur nella molteplicità delle storie narrate, si incentra su un unico tema enigmatico e scandaloso, un pensiero ossessivo e grottesco, ovvero la vicinanza della storia, con i suoi orrori, alla letteratura, alla poesia, all’arte, con i loro splendori, e l’indecente compromissione dell’intellettuale con la violenza e con il male del potere. Un libro feroce, doloroso e autentico, che il ritmo febbrile, i salti cronologici, i richiami allusivi chiari soltanto a chi conosce la storia del Cile, rendono spesso impervio, ma un libro che merita certamente la lettura, sconsigliato invece a chi si aspetta un intrattenimento leggero