“Q” si svolge tra il 1518 e il 1555, geograficamente tra la Germania, le Fiandre e l’Italia. Protagonista è un tedesco dai mille nomi, ex studente di teologia all’università di Wittenberg, dove insegnarono Lutero e Melantone, e seguace di Thomas Müntzer, partecipa ai movimenti del Cristianesimo rivoluzionario e combatte nella rivolta dei contadini e poi a difesa del breve regno degli anabattisti di Münster, in entrambi i casi sfuggendo per un soffio alla furia dei soldati fedeli ai vescovi e al papa, che annientarono i rivoltosi. Lo ritroviamo poi ad Anversa e a Basilea, intessere affari con mercanti e banchieri e infine in Italia, a Venezia, dove, insieme a una famiglia di ricchi sefarditi, riesce a diffondere un libro, messo all’Indice dalla Chiesa, che sostiene una via di riconciliazione col protestantismo. Ovunque e sempre è misteriosamente tenuto d’occhio da colui che chiama il suo nemico, il traditore Qoélet, il Q che dà titolo al libro, occhio e spia del Grande Inquisitore e futuro papa Giovanni Pietro Carafa. In questa storia di eretici e di roghi, predicatori, mercenari, banchieri, stampatori di libri proibiti, principi e papi compongono un intrigo che oggi diremmo internazionale, dove il filo rosso della vita avventurosa del protagonista ci conduce attraverso i fatti storici che hanno segnato la nascita della Riforma in Europa e l’inesorabile sconfitta di quell’ala radicale del protestantesimo che, alla riforma religiosa, voleva unire una rivoluzione sociale antifeudale, costruendo in terra un regno di giustizia basato sull’abolizione della proprietà privata e dei privilegi nobiliari. “Q” è un avvincente romanzo storico e un’opera politica: Luther Blissett non è un autore, ma un gruppo di quattro scrittori (oggi Wu Ming) che ha lavorato alla fine degli anni ‘90 con una tecnica di ricerca e scrittura collettiva e scegliendo di rendere il testo fruibile gratuitamente. Ma, soprattutto, le vicende di “Q” rispecchiano l’oggi, dove la religione copre interessi monetizzabili e il destino degli ultimi è ancora sacrificabile al vantaggio dei pochi. Resta soprattutto un romanzo godibilissimo se, come me, ami la storia
Q

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